La porta si richiuse alle loro spalle, tagliando di netto il legame con il mondo esterno. Dentro, l'aria era spessa e pesante, un miscuglio di fumo di sigaro, birra rancida e sudore. La luce delle lampade a gas danzava fioca, scolpendo volti stravolti e ombre sinistre che si contorcevano sulle pareti. La figura che avevano seguito era svanita, inghiottita dal buio affollato.
Charles sentì la spalla di Michael premere contro la sua, un punto di contatto solido e rassicurante in quel caos claustrofobico. Un brusio sordo di voci e risate forzate riempiva la stanza, ma per un attimo, Charles sentì solo il battito del proprio cuore, accelerato dalla vicinanza di Michael.
Si fecero strada verso il bancone, dove un uomo massiccio con un grembiule macchiato li osservava con occhi che non tradivano nulla.
"Non vi ho mai visti prima," grugnì, appoggiando i pugni sul legno consunto. "La vostra pelle è troppo pulita per questi vicoli. Cercate guai?"
Michael non abbassò lo sguardo. "Cerchiamo la verità," disse, la sua voce calma ma carica di un'intensità che fece esitare il barista. "Su un uomo che si nasconde nell'ombra."
"L'ombra è la nostra unica compagna, qui," rispose l'uomo, asciugando un boccale con un panno sudicio. "Perché dovreste interessarvi a Jack?"
Fu Charles a rispondere, il suo tono più tagliente. "Perché qualcuno deve farlo. Mentre la polizia brancola nel buio, le donne continuano a morire."
Il barista li scrutò a lungo, i suoi occhi passando dal volto determinato di Michael a quello, più giovane ma altrettanto risoluto, di Charles. Vide qualcosa in loro, forse non la verità sulla loro provenienza, ma una determinazione che raramente incontrava in quel covo di disperazione.
Con un cenno del capo, li condusse in una retrostanza, uno sgabuzzino angusto dove l'odore di muffa era ancora più forte. La porta si chiuse, attutendo i rumori della taverna. Michael, senza pensarci, si mise in piedi accanto a Charles, una presenza protettiva mentre il barista accendeva una lampada a olio.
"Jack non è un uomo," sussurrò l'uomo, la voce roca. "È un fantasma. Un sussurro che corre per i vicoli dopo il calar del sole. Uccide con una precisione che non è umana, e svanisce senza lasciare traccia, come se le stesse ombre lo proteggessero."
"Tutti lasciano una traccia," obiettò Michael. La sua mano, nascosta dall'ombra, trovò quella di Charles e la strinse forte. Era una presa che diceva Ci sono qui. Non mollare. Charles ricambiò la pressione, un'ancora in quel mare di follia.
"Le sue vittime... sono tutte donne," continuò il barista, abbassando ulteriormente la voce. "Le più dimenticate, le più invisibili. Forse è per quello che nessuno le cerca davvero. Ma lui... lui le vede. Sa cosa cercare."
Charles sentì un brivido di rabbia e orrore percorrergli la schiena. "E la polizia? I giornali?"
"Fanno finta di cercare. Fanno domande, riempiono fogli, ma hanno paura. Hanno paura di ciò che potrebbero trovare. Perché, se Jack è così abile... forse non agisce da solo." Il barista si sporse in avanti, l'odore di tabacco e paura che emanava era quasi tangibile. "Alcuni dicono che ci sia qualcuno che lo guida. Qualcuno che sta nell'ombra, ma non quella dei vicoli. Qualcuno che sta... in alto."
Il silenzio che calò fu più assordante di qualsiasi rumore. Michael guardò Charles, e in quell'istante non videro più il barista, non videro la stanza squallida. Videro solo la verità spaventosa che si dispiegava davanti a loro: non stavano dando la caccia a un mostro solitario, ma a un'idra le cui teste affondavano in strati di società che non avrebbero mai potuto immaginare.
"Chi?" chiese Michael, la sua voce un filo di suono.
Il barista scosse la testa, un gesto di paura genuina. "Non posso saperlo. E se lo sapessi, non lo direi. Voglio vivere per vedere un'altra alba." Si alzò, la sedia che scricchiolò sul pavimento di legno. "State attenti, voi due. State molto attenti. A Whitechapel, la verità ha un prezzo che pochi sono disposti a pagare."
E con questo, si eclissò, lasciandoli soli nella semioscurità.
Per un lungo momento, nessuno dei due parlò. Poi, Charles si voltò verso Michael, il suo volto era pallido alla luce della lampada, ma i suoi occhi bruciavano di una determinazione incrollabile.
"Non importa quanti siano," sussurrò Charles, la sua mano ancora stretta in quella di Michael. "Li affronteremo. Insieme."
Michael sollevò la mano che stringeva quella di Charles e la portò al proprio petto, sopra il cuore che batteva forte e rapido.
"Fino alla fine," promise, e le parole non erano solo una risposta, ma un voto. Nell'oscurità della taverna, circondati dal male, il legame tra loro si era fatto più forte, più luminoso. Era la loro arma segreta, la luce con cui avrebbero sfidato le tenebre.