Il mattino seguente George si destò di buon'ora, mentre le prime, grigie dita dell'alba si insinuavano nella capanna. La sera prima era tornato a indossare la tunica troppo stretta, il mantello, i pantaloni di lana e gli stivali, avvolgendosi nella coperta che Ragnar gli aveva consegnato nella coperta che Ragnar gli aveva consegnato in silenzio. Gli aveva risolutamente voltato le spalle, raggomitolandosi in una piccola palla di infelicità. Esausto com'era stato, era scivolato in un sonno intermittente, il cuore gonfio di mestizie a causa di ciò che aveva fatto e della reazione di Ragnar. Che sciocco era stato a non prestare ascolto agli avvertimenti che gli aveva bisbigliato la mente! Il cuore gli si strinse dolorosamente. Cosa si era aspettato? Che lui gli giurasse amore eterno? per poc