George lo vide prendere il bambino e tirare in piedi la donna, spingendola davanti a sé finché non ebbe raggiunto la soglia. George le afferrò la mano con l'intenzione di condurla giù dalla scala a chiocciola. "Dobbiamo andare. Venite con noi, adesso." La donna lo fissò senza capire. George aveva parlato in francese. Come meglio poté, ripeté le parole in sassone. "Il bambino?" La donna aveva il viso striato di fuliggine e di sudore. I suoi occhi erano pieni di lacrime. Ragnar si trovava un gradino sopra di loro con il piccolo fra le braccia. Le sue grida atterrite erano cessate, ridotte a una serie di tremuli singulti. "Andate, George, presto!" lo spronò lui. Alle sue spalle il pavimento della stanza cedette, crollando con un assordante, prolungato frastuono, sprigionando una miriade