Capitolo 1 – La bottega e il sussurro

641 Words
L'alba trovò il borgo avvolto in un manto di nebbia umida, il cielo color piombo che premeva sui tetti come una minaccia. L'aria sapeva di salsedine e di tempesta in arrivo, ma davanti alla bottega di Giuseppe, l'odore era più complesso, più inquietante: resina calda, legno lavorato e qualcosa di indefinibile, come il respiro trattenuto di una stanza dove il tempo si era fermato. Giuseppe chiuse la porta con un gesto che voleva essere silenzioso, ma ogni scricchiolio gli sembrò un tradimento. Si voltò lentamente, il cuore in gola. Nella penombra, la marionetta sedeva sulla seggiola di legno, le gambette inerti che sfioravano il pavimento. La sua immobilità era innaturale, quasi provocatoria. «Sei... con me?» mormorò Giuseppe, la voce roca per l'emozione. Gli occhi di vetro si alzarono verso di lui. Non fu il movimento dolce di un essere vivente, ma il sollevarsi meccanico di un peso, lento e deliberato. Come l'attimo di calma prima che la tempesta si scateni. «Le tue pause mi lacerano» sussurrò la voce di Giulio, ma filtrata attraverso qualcosa di fragile e distorto. «È come essere di nuovo in fondo al mare, Giuseppe. Senza aria, senza luce.» Quelle parole trafissero Giuseppe più di qualsiasi lama. Si inginocchiò, le mani tese in un gesto di supplica, il grembiule ancora impregnato del profumo del loro ultimo lavoro insieme. «Ti giuro che ti proteggerò. Troverò un modo per renderti completo, per darti la pace che meriti.» Le labbra di legno si incurvarono appena, in qualcosa che avrebbe potuto essere un sorriso, se non fosse stato così straziante. Fu allora che i colpi risuonarono alla porta, secchi e imperiosi. «Giuseppe!» la voce di Ferrante, il pescatore, penetrò attraverso il legno. «Ho sentito voci stanotte! Come se... come se parlassi con qualcuno.» Il sangue di Giuseppe si gelò nelle vene. Si voltò appena in tempo per vedere la marionetta inclinare la testa con una curiosità che non le apparteneva. «Non muoverti» sussurrò l'uomo, con la disperazione di chi cerca di contenere l'incontenibile. «Ti prego.» Ma mentre faceva per avvicinarsi alla porta, una voce nuova gli arrivò alle spalle. Non era più quella di Giulio, ma qualcosa di antico e graffiato, come pietre che si sfregano nel buio. «Se fai entrare qualcuno, Giuseppe, spezzerò i loro fili. A uno a uno.» L'artigiano si irrigidì, il respiro mozzato. La marionetta era rimasta immobile, lo sguardo limpido e innocente. Eppure, quelle parole riecheggiavano ancora nell'aria, pesanti come macigni. «Giuseppe! Apri, ti prego!» insistette Ferrante, i pugni ora più insistenti contro la porta. L'artigiano si costrinse a un respiro profondo, cancellando ogni traccia di panico dal volto prima di aprire. Ferrante lo scrutò con lo sguardo acuto di chi il mare l'aveva visto in tutte le sue furie. «Figliolo, sei pallido come un lenzuolo.» «Solo il lavoro» mentì Giuseppe, sentendo il peso della bugia. «Nuove marionette per la fiera.» Il vecchio scosse la testa, gli occhi scavati dall'esperienza. «La notte porta pensieri oscuri, Giuseppe. E a volte... porta anche visitatori indesiderati.» Quando la porta si richiuse, Giuseppe vi si appoggiò come fosse l'unica cosa che lo tenesse in piedi. Si voltò. E la vide. La marionetta non era più sulla sedia. Ora era a due passi da lui, silenziosa come un'ombra. «Giulio... come...» «Mi hai chiamato» sussurrò la marionetta, e per un attimo nella voce tornò il calore che Giuseppe ricordava. «E io verrò sempre da te.» Ma mentre quelle parole risuonavano nella stanza, l'artigiano vide riflettersi negli occhi di vetro qualcosa che non c'entrava nulla con l'uomo che aveva amato: un'ombra liquida che si muoveva nelle profondità, sinuosa e minacciosa. E seppe, con certezza assoluta, che nel richiamare Giulio aveva spalancato una porta che non si sarebbe più chiusa. E che ciò che ora gli stava di fronte era solo in parte il suo amato. Il resto era qualcosa di molto, molto più antico.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD