Ancora sconcertate da quello strano incontro continuammo il nostro cammino verso la casa di Domitia. Spesso mi voltavo verso la casa di mio nonno, mi resi conto che era coperta da una nube di fumo nero ne dedussi che era stata incendiata. Mi venne un groppo in gola nel vederla andare a fuoco e pensai a quanto fosse stata prudente mia madre nel portare con loro anche gli schiavi. Conosceva perfettamente l’ira dei soldati romani, sapeva che se li avesse lasciati in quella casa sarebbero sicuramente stati trucidati. Domitia, vedendo la grande nube di fumo nero innalzarsi mi abbracciò dicendo di non affliggermi perché eravamo tutti in salvo, le case si potevano ricostruire ma le nostre vite no. Rimanemmo in silenzio e continuammo il nostro percorso finché arrivammo dinanzi al grande port