Bene. Io non ho molto tempo, cerchiamo di fare in fretta. Dopo Cartesio, siamo arrivati ad HEGEL. C’era il quadro di Magritte, Elogio della dialettica, tanti gradini e tante finestre disposti a tre a tre, come le triadi dialettiche, e poi una piazza con i portici. Lì due figure che lottavano tra loro (il servo e il padrone) e le frasi di EPITTETO che parlavano della sofferenza e della libertà. Un’altra scala, ma questa era a spirale, ci ha portati a LEIBNIZ, e alla sua macchina calcolatrice costruita con le biglie. Io ne ho spostata una, e il computer si è spento… ho combinato un pasticcio. Poi però siamo tornati a Leibniz, e da lui alle Metamorfosi di Escher… lo sa, professore? Ho cercato il quadro su un’enciclopedia, è fantastico. Sì, Claudio, è un vero e proprio capolavoro, adattissi
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