Salirono sul treno tenendosi per mano tutti e tre, formando una catena umana che sembrava pulsare di energia propria. Luca al centro, Matteo alla sua sinistra, Alessandro alla sua destra. Le porte si chiusero con un sibilo dolce, come un sospiro di soddisfazione.
"Dove andiamo stanotte?" chiese Luca mentre il treno iniziava a muoversi con quella fluidità soprannaturale che ormai conosceva.
"Da nessuna parte," rispose Alessandro con un sorriso malizioso. "E ovunque."
"Stanotte," aggiunse Matteo, la sua voce più profonda del solito, "il viaggio siamo noi."
Lo guidarono verso uno scompartimento che Luca non aveva mai visto prima. Era più grande degli altri, arredato con divani di velluto bordeaux invece che con i soliti sedili. Tende di seta cremisi alle finestre, una piccola credenza con cristalli e una bottiglia di champagne che sembrava aspettare proprio loro.
"È sempre stato qui?" chiese Luca, meravigliato.
"Il treno si adatta ai nostri bisogni," spiegò Alessandro, versando lo champagne in tre flûte di cristallo. "E stanotte, i nostri bisogni sono... diversi."
Si sedettero sul divano, Luca ancora al centro. Ma questa volta la vicinanza era diversa, più intima. Le loro gambe si toccavano, le spalle si sfioravano ad ogni movimento del treno.
"Prima di andare avanti," disse Matteo, posando il bicchiere, "dobbiamo essere sicuri che tu capisca cosa significa."
"Cosa significa cosa?"
"Questo," disse Alessandro, indicando lo spazio tra loro tre. "Noi. Se decidi di unirti davvero a noi, non sarà solo per stanotte."
"Il nostro legame è eterno," spiegò Matteo. "Se tu diventi parte di noi, diventi parte della nostra maledizione. E della nostra possibile salvezza."
Luca bevve un sorso di champagne, sentendo le bollicine danzare sulla lingua. "E se io volessi questo? L'eternità con voi?"
Alessandro e Matteo si scambiarono uno sguardo carico di desiderio e speranza.
"Allora," disse Alessandro, avvicinandosi di più, "dovremmo iniziare a conoscerti davvero."
"In tutti i sensi," aggiunse Matteo, la sua mano che si posò sulla coscia di Luca.
Il tocco fu elettrizzante. Luca sentì il calore propagarsi dal punto di contatto in tutto il corpo. "Io... non ho mai fatto niente del genere."
"Lo sappiamo," disse Alessandro con dolcezza, la sua mano che accarezzava la guancia di Luca. "Per questo saremo delicati. Andremo al tuo ritmo."
"Ma prima," disse Matteo, "vogliamo che tu ci veda davvero. Come siamo veramente insieme."
"Cosa intendi?"
Per tutta risposta, Alessandro si voltò verso Matteo e lo baciò. Non fu un bacio casto o affettuoso. Fu passione pura, ottant'anni di amore concentrati in un momento. Le loro lingue si cercarono, i loro corpi si avvicinarono, le mani che esploravano con la familiarità di chi si conosce intimamente.
Luca rimase senza fiato. Vedere quei due uomini magnifici amarsi davanti a lui era la cosa più e*****a che avesse mai visto. Il modo in cui Matteo affondava le dita nei capelli biondi di Alessandro, come Alessandro gemeva sottovoce contro le labbra dell'amante.
Quando si separarono, entrambi si voltarono verso Luca. I loro occhi brillavano di desiderio.
"E ora," sussurrò Alessandro, "vogliamo che tu ti unisca a noi."
"Non so cosa fare," ammise Luca, il cuore che batteva all'impazzata.
"Segui l'istinto," disse Matteo, avvicinandosi lentamente. "Fai quello che ti viene naturale."
Alessandro si avvicinò dall'altro lato, intrappolandolo dolcemente tra loro. "Non pensare. Senti e basta."
Le loro labbra si incontrarono contemporaneamente sul collo di Luca, una da ogni lato. Luca gemette, la testa che ricadeva all'indietro per dar loro maggiore accesso. I baci erano diversi: quelli di Matteo più intensi e possessivi, quelli di Alessandro più delicati e raffinati. Insieme creavano una sinfonia di sensazioni.
"Sei caldo," mormorò Matteo contro la sua pelle. "Così incredibilmente caldo."
"E sa di vita," aggiunse Alessandro, la sua lingua che tracciava piccoli cerchi sulla pelle sensibile dietro l'orecchio di Luca.
Le mani iniziarono a esplorare. Quelle di Matteo, forti e sicure, sbottonarono la camicia di Luca con movimenti esperti. Quelle di Alessandro, più delicate ma altrettanto decise, accarezzarono il petto nudo.
"Bellissimo," sussurrò Alessandro, le dita che tracciavano i contorni dei muscoli di Luca.
Luca non riusciva a pensare. Poteva solo sentire: quattro mani che lo accarezzavano, due bocche che lo baciavano, due corpi che lo circondavano di calore. Quando finalmente trovò il coraggio di ricambiare, le sue mani si posarono sui petti di entrambi gli uomini.
Matteo era tutto muscoli solidi sotto la camicia, il cuore che batteva forte sotto il palmo di Luca. Alessandro era più snello ma altrettanto definito, la pelle morbida come seta.
"Voglio vedervi," sussurrò Luca, sorprendendosi della propria audacia.
Non si fecero pregare. Si spogliarono l'un l'altro con gesti che parlavano di intimità profonda, di ottant'anni di amore fisico. Quando furono entrambi nudi, Luca pensò di essere stato trasportato in un museo dove le statue greche avevano preso vita.
Matteo era pura mascolinità: spalle larghe, addominali scolpiti, cosce possenti. Alessandro era eleganza incarnata: linee pulite, proporzioni perfette, ogni muscolo definito ma non eccessivo.
"Il tuo turno," disse Alessandro, iniziando a sfilare i vestiti di Luca con una lentezza torturante.
Quando fu nudo anche lui, si sentì esposto ma non vulnerabile. Il modo in cui lo guardavano, con adorazione pura negli occhi, lo fece sentire il più bello del mondo.
"Perfetto," mormorò Matteo, attirandolo a sé.
Si ritrovarono sdraiati insieme sui cuscini di velluto, un groviglio di braccia e gambe, di bocche che si cercavano e si trovavano. Luca baciò prima Matteo, assaporando il gusto di whisky e desiderio, poi Alessandro, che sapeva di champagne e promesse segrete.
Poi, in un momento che gli sembrò sospeso nel tempo, i tre si baciarono insieme. Le loro lingue si intrecciarono, i loro respiri si mescolarono, i loro cuori batterono all'unisono.
"Ti amo," sussurrò Matteo contro le labbra di Luca.
"Ti amo anch'io," echeggiò Alessandro.
"Vi amo entrambi," rispose Luca, e le parole gli uscirono dal cuore senza che il cervello le processasse.
Quello che seguì fu un'esplorazione dolce ma appassionata. Si toccarono, si baciarono, si adorarono a vicenda con una tenerezza che contrastava con l'intensità del desiderio. Luca imparò il sapore della pelle di entrambi, il suono dei loro gemiti, il modo in cui i loro corpi reagivano alle sue carezze.
Quando finalmente si unirono in un abbraccio che li coinvolgeva tutti e tre, Luca sentì qualcosa cambiare nell'aria intorno a loro. Il treno sembrava vibrare di energia nuova, le luci brillavano più intense, perfino il suono delle ruote sui binari sembrava più melodico.
"Senti anche tu?" sussurrò Alessandro, il viso premuto contro la spalla di Luca.
"Sì," mormorò Matteo dall'altro lato. "È cambiato qualcosa."
Luca annuì, incapace di parlare. Poteva sentire i loro cuori battere contro il suo petto, i loro respiri sincronizzarsi con il suo. Era come se fossero diventati una cosa sola.
Si addormentarono così, avvolti l'uno nell'altro, mentre il treno continuava il suo viaggio attraverso la notte eterna.
Quando Luca si svegliò all'alba, non era solo sui sedili come le altre volte. Matteo e Alessandro erano ancora lì, addormentati ai suoi lati, reali e caldi come la sera prima. Per la prima volta, non erano scomparsi con la luce del giorno.
"Buongiorno," sussurrò Alessandro, aprendo gli occhi verdi e sorridendo.
"È ancora qui," disse Matteo, meravigliato, toccando il viso di Luca come per assicurarsi che fosse reale.
"Cosa significa?" chiese Luca.
"Significa," disse Alessandro, baciandogli dolcemente le labbra, "che il nostro amore sta cambiando le regole."
"E che forse," aggiunse Matteo, "abbiamo trovato la chiave per spezzare la nostra maledizione."
Ma mentre si rivestivano nell'alba dorata che filtrava attraverso le finestre del treno, nessuno di loro sapeva che il vero test doveva ancora arrivare. E che per essere davvero liberi, avrebbero dovuto affrontare insieme la notte più buia della loro esistenza.
Per ora, però, erano felici. Erano insieme. Ed erano innamorati.
Tutti e tre.