il mio numero nel bagno

3054 Words

Simone.

Avevo appena preso un bel quattro al compito di matematica. Il mio migliore amico, nonché compagno di banco, non si era svegliato e quindi non era venuto a scuola quella mattina e giuro che stavo già architettando qualcosa per fargliela pagare per avermi lasciato da solo. Insomma, già per me andare a scuola era una tortura assicurata, poi senza avere qualcuno con cui lamentarmi era ancora peggio.

Ed erano solo le nove di mattina. Si prospetta una splendida giornata, amici!

Guardai l'orario sul mio cellulare: 9:01. Perché il tempo non passa mai quando si è a scuola? Qualche buona anima in mio soccorso?

Guardai di nuovo: 9:03. Questa volta, però, trovai un messaggio da un numero sconosciuto, ma non feci in tempo a leggere il contenuto che l'insegnante mi richiamò: "Smith, considerando i tuoi voti nella mia materia penso proprio che tu debba stare attento durante la lezione, che dici?"

Odiavo la matematica. Odiavo quella scuola. Odiavo ancor di più quella professoressa, ovviamente anche gli altri non fraintendetemi però con lei proprio non riuscivo ad andarci d'accordo e mi trovavo male con le sue spiegazioni. Infatti, non ero mai andato bene nella sua materia, ovvero matematica, per questo mi aveva messo il debito tutti gli anni ma io ero sempre riuscito a cavarmela in qualche modo. Aveva sempre l'atteggiamento da prepotente e sicura di sé, non ci aiutava o incoraggiava mai e nei compiti in classe non ero mai riuscito a prendere più di 6-. Ma poi, a che cosa serve il sei meno? Io penso che sia solamente un voto inutile.

"Smith?" Mi richiamò di nuovo.

"Si prof, ma io sto seguendo, vede?" Le risposi, facendole poi vedere il mio quaderno con gli appunti che avevo scritto qualche giorno prima (che non avevo preso proprio io, li avevo copiati ma questi erano dettagli insignificanti) e con un sorrisetto innocente e dolce da far venire il diabete quasi, lei mi credette e si voltò verso la lavagna per finire a scrivere quello che stava momentaneamente spiegando. Ah, fregata!

Distratto dal richiamo della mia professoressa, iniziai a seguire la lezione fiducioso così magari avrei potuto capirci qualcosa in più. Poi, il mio cellulare vibrò per la seconda volta e mi convinsi che non fosse proprio destino, io quel giorno non dovevo seguire la lezione, era scritto così. E chi ero io per andare contro al destino? Beh, nessuno.

Quando lo schermo si accese per la terza volta quella mattina, mi ricordai del numero sconosciuto e decisi di controllare. Vidi tre messaggi:

Sconosciuto: ciao numero che ho trovato in bagno :)

Sconosciuto: come ti chiami?

Sconosciuto: ci sei? :D

Sgranai gli occhi di scatto. Ma chi era l'imbecille che aveva scritto il mio numero in bagno? Di certo un'improvvisa voglia di bloccare questa persona mi attraversò la mente, o magari non rispondergli fino a quando questa persona si sarebbe arresa a scrivermi, ma per qualche motivo strano quella situazione mi incuriosiva. Insomma, non capitava tutti i giorni che qualcuno scrivesse il tuo numero sulla parete di un bagno e che qualcun altro ti contattasse per conoscerti anche. Alzai le spalle, come per convincermi a fare questa nuova stupidaggine.

Simone: ?

Sconosciuto: ciao! Allora sei reale!

Simone: ...Se ti ho risposto, direi di si.

Sconosciuto: uhhh e come ti chiami?

Simone: perché mai dovrei dirtelo, scusami?

Sconosciuto: perché io voglio conoscerti, bello.

Simone: come fai a sapere che sono un ragazzo?

Sconosciuto: beh, in realtà speravo che lo fossi...E poi me l'hai appena confermato, quindi :)

Simone: ...

Chiunque fosse quella persona, però, già non aveva fatto una bella impressione su di me, lo vedevo da come scriveva; sapete che dal modo in cui qualcuno scrive si può già capire che tipo di persona sia? Decisi comunque di reggere il gioco e non bloccarla per ora visto che la seconda alternativa era seguire la lezione e sappiamo tutti che non mi andava per niente.

Sconosciuto: non hai un nome? Allora ti chiamerò bello :)

Simone: chi ti ha dato tutta questa confidenza, caro sconosciuto o cara sconosciuta?

Sconosciuto: di certo sono più simpatico ed oserei dire anche più figo di te, questo mi pare ovvio e quindi io posso :)

Sconosciuto: e io sono Manuel, in ogni caso.

Ero ancora scioccato dal fatto che qualcuno avesse davvero scritto il mio numero su una parete di un bagno in una scuola. Chi poteva mai essere, se non avevo neanche tanti amici o conoscenti? Però questa questione passò in secondo piano, almeno in quel momento, perché, ahimè, ero concentrato a scambiarmi messaggi con un ragazzo che non conoscevo. Dio, non riuscivo nemmeno più a riconoscermi; se l'anno scorso mi avessero detto che avrei parlato tranquillamente con uno sconosciuto che poteva anche essere benissimo una specie di maniaco o addirittura un pedofilo, avrei riso per un'ora intera.

Simone: va bene, ma non mi interessa.

Sconosciuto: non ti interesso?

Simone: esattamente :)

Sconosciuto: conoscimi, poi ne riparliamo ;)

Simone: si ahah certo.

Simone: e cosa ti fa pensare che io voglia parlare con te e che quindi non ti bloccherò?

Sconosciuto: beh, per esempio il fatto che tu continui a rispondermi mi fa pensare...

Simone: guarda che posso ancora bloccarti in qualsiasi momento.

Sconosciuto: non ci credi nemmeno tu, daii

Simone: non mi sfidare.

Sconosciuto: se avessi veramente voluto farlo, l'avresti già fatto, bello ;)

Simone: ti sbagli, ti rispondo solo perché sono in classe e mi sto annoiando :(

Sconosciuto: ma che coincidenza, anche io!

Sconosciuto: abbiamo già trovato qualcosa che abbiamo in comune, vedi?

Simone: se due persone si annoiano, non vuol dire che hanno questa cosa in comune.

Sconosciuto: quanto sei pignolo! :( scommetto che sei un secchione.

Simone: certo, credici...

Sconosciuto: non lo so, mi incuriosisce conoscerti, bello.

Simone: smettila di chiamarmi così, ti ricordo che posso ancora bloccarti quando mi pare e piace.

Sconosciuto: se magari mi dicessi il tuo nome POTREI ma dico POTREI smetterla.

Simone: sono Simone.

Sconosciuto: Simone...Si mi piace. Anche se è un nome abbastanza comune quindi sarà difficile trovarti.

Simone: sei una specie di stalker, per caso?

Sconosciuto: chissà, potrei stupirti.

Simone: in realtà mi stai solo inquietando, ma vabbè.

Sconosciuto: sei difficile :(

Simone: difficile per cosa esattamente?

Sconosciuto: difficile da conquistare, Simon.

Simone: non ci riuscirai mai ahah

Sconosciuto: non sottovalutarmi :)

Simone: ti credi 'un so tutto io'?

Sconosciuto: ho molta autostima, questo si. Ma non quello che hai detto tu.

Simone: allora smettila.

Sconosciuto: devo smetterla?

Simone: si.

Sconosciuto: smetterla di fare cosa, esattamente?

Simone: di crederti chissà chi. Sembra che tu sia il classico ragazzo che si crede che tutti caschino ai suoi piedi con due frasette dolci e due faccine col sorriso, con me non funziona.

Sconosciuto: non credere già di conoscermi. E poi io sono come sono, e sono figo se ti interessa e so che ti importa :)

Simone: ma che? No che non mi importa, ti pare?

Simone: se proprio vuoi saperlo, non sono nemmeno gay quindi non hai speranze ed hai perso già in partenza, fidati.

Sconosciuto: puoi dire se sono bello o meno, è un'opinione normale e questo non ti rende mica gay.

Simone: che significa? Non lo posso dire comunque visto che non ti ho mai visto. 

Manuel: io direi di rimediare.

Simone: vabbè, quindi non rinunci?

Sconosciuto: no, mi stai simpatico e ti voglio ancora conoscere. Mi dispiace per te :)

Simone: già, anche a me dispiace per me :(

Hai cambiato il nome da 'Sconosciuto' a 'Manuel'.


*Qualche ora dopo*


Manuel: ariciao, bello.

Simone: ciao, e ti ho detto di chiamarmi Simone per cortesia.

Manuel: quanto sei noioso, Simon.

Manuel: come va? ;)

Simone: arriva al punto...Cosa c'è?

Manuel: semplicemente nulla, voglio solo conoscerti perché non ho molti amici in questa scuola.

Simone: e quindi vuoi essere mio amico?

Manuel: esatto, mi accontento, solo amici.

Simone: mh, e perché proprio me?

Manuel: beh, fino a prova contraria, ho trovato il tuo di numero in bagno.

Simone: ma cosa c'entra. Io non credo di voler fare amicizia con te...

Manuel: :( e come mai? Guarda che sono simpatico io.

Simone: senti, ho già troppi casini nella mia vita, ci manchi solo te.

Manuel: e che tipo di casini? Hai litigato con la fidanzata perché sei andato a ballare senza di lei? :(

Simone: ...Non sei divertente.

Simone: e poi non ho una ragazza.

Manuel: meglio.

Simone: eh?

Manuel: nulla.

Simone: tu?

Manuel: single e felice di esserlo ;)

Simone: non mi dire...Sei il classico ragazzo dei rapporti senza sentimenti, non è così?

Manuel: mh più o meno è così, si. Non sono tipo da relazioni fino a quando incontrerò la persona giusta.

Simone: immagino che tu non ti sia mai innamorato allora.

Manuel: no, mi mandi una tua foto?

Simone: che?

Manuel: fatti una foto e mandamela. È tanto complicato? :O

Simone: ma perché mandi ancora le faccine che si usavano nel Paleolitico? Ci sono quelle di questa generazione ora, aggiornati nonnetto.

Manuel: senti chi parla, le hai usate anche tu prima :)

Simone: ammazza, noti ogni minimo particolare?

Manuel: solo per le cose che mi interessano :)

Simone: ed io ti interesso.

Manuel: certo! Perché non dovresti?

Simone: punto numero uno, alla faccia dell'essere amici. Punto numero due, se mi conoscessi di persona capiresti che non c'è nulla di bello in me. Fine.

Manuel: fidati, io non credo proprio. Sai, non mi dispiacerebbe conoscerti di persona, però ;)

Simone: non ci sperare più di tanto, Manuel :)

Manuel: daii

Manuel: però non è giusto...

Simone: *sospira sconfortato* cosa?

Manuel: mi stai distraendo dalla domanda...

Simone: ha funzionato però :)

Manuel: non ci provare, bello. Voglio una tua foto adesso, almeno per vedere se sei figo almeno la metà di me ;)

Simone: te ed il tuo stupido egocentrismo.

Manuel: dai pleaseeeeee

Simone: devo andare a lezione ora, ops che peccato mi dispiace un sacco guarda.

Manuel: a dopo, bello ;)

Simone: smettila di chiamarmi così...

Sapevo benissimo che se gli avessi mandato una mia foto avrebbe scoperto chi fossi e, andando nella stessa scuola, sarebbe venuto a parlarmi e conoscermi quindi di persona che era ciò che mi aveva detto che voleva fare.

Non lo conoscevo ancora bene, ma sembrava il tipo di persona che farebbe una cosa del genere, era un tipo molto schietto e diceva sempre ciò che pensava, l'avevo capito sin da subito. 

Avevo però già troppi problemi per conto mio, quindi decisi semplicemente che per il momento non gli avrei risposto più; così magari avrebbe capito che io portavo solo guai e che nessuno doveva avere a che fare con me e la mia stupida vita incasinata.


***


Il giorno dopo, arrivai in classe e tirai un sospiro di sollievo nel vedere che oggi il mio migliore amico era seduto al suo banco che mi aspettava. Il suo ciuffo biondo scompigliato fu la prima cosa che vidi, il suo viso con due grandi occhiaie in rilievo, beh, fu la seconda. Lo squadrai e guardai male per avermi lasciato solo il giorno prima perché non era venuto e poi mi sedetti al mio bianco, affianco al suo.

"Tutto bene?" Mi chiese, vedendo subito anche lui la mia faccia che, quella mattina in particolare, non era delle migliori. Avevo spento la sveglia quindi mi ero alzato tardi e di conseguenza avevo perso l'autobus per questo, quella mattina, ero stato costretto a farmi accompagnare da mia sorella visto che stava uscendo anche lei ma per andare a lavoro; aveva sempre avuto la passione per la cucina ed era riuscita, almeno per il momento, a trovare un posto in un bar e ristorante in centro e non faceva altro che parlare di quanto le piaceva stare in mezzo alla gente e fare ciò che amava di più. Avete presente quando avete un'amica che vi parla insistentemente della sua crush ogni minuto di ogni singolo giorno? Ecco, per me era uguale ma al posto della crush per mia sorella esisteva la cucina. Forse era proprio la mia famiglia che aveva una maledizione per quanto riguardava l'amore: io ero un caso disperato, mia sorella era proprio disinteressata a questo genere di cose mentre mia madre aveva divorziato da mio padre da quattro anni perché lui l'aveva tradita. Beh, di certo non avevo tante aspettative per quanto riguardava le relazioni, semplicemente non ne avevo tutto questo bisogno e le consideravo uno spreco di tempo; in più, nemmeno pensavo che esisteva il vero amore...

"No, come al solto d'altronde." Scossi la testa, poggiandomi le mani sul volto e massaggiandolo. "Ah giusto, non ti ho detto una cosa."

"Cosa?" Si voltò verso di me, rivolgendomi tutta la sua attenzione.

"A quanto pare, hanno scritto il mio numero in bagno qui a scuola e qualcuno ieri l'ha trovato e mi ha contattato."

"Ah, tutto qui?" Disse solamente e non era nemmeno un pò scioccato, sconcertato, spaventato...Nulla. Come se cose del genere capitassero a tutti ogni giorno, pff!

"Perché non sei...Che ne so...Magari STUPITO?"

"Beh, vedi Simo, io-" Non riusciva a dire nulla e si sta incartando con le parole, chiaro segno che avesse qualcosa da nascondere. Sei anni di amicizia, insomma, lo dovrei pur conoscere no? Di solito, Nick era sempre di buona compagnia, parlava in continuazione di qualsiasi argomento gli passasse in mente e quando si comportava in modo strano e non riusciva a spiccicare parola, significava solo guai in vista ed infatti già mi stavo preoccupando.

"No Nì, ti prego non mi dire che-" Iniziai a fare le mie supposizioni, mentre pregavo dentro di me che rispondesse in modo negativo e che mi ridesse in faccia solo per aver pensato ad una cosa del genere.

"Già." Fu tutto ciò che riuscì a dire, mordicchiandosi il labbro.

"Io ti odio da morire."

"Dai, non ti arrabbiare. L'ho fatto per farti fare un pò di amicizie, magari ti trovi anche una bella ragazza."

"Ed il classico metodo che fine ha fatto, scusami?" Chiesi, cercando di essere il più calmo possibile visto che eravamo in classe e potevano benissimo sentirci tutti se avessimo alzato un pò il tono di voce.

"Quanto sei noioso!" Alzò gli occhi al cielo in modo proprio drammatico. "Dici sempre che hai tanti casini nella tua vita e così ho pensato che avendo qualcuno al tuo fianco sarebbe stato tutto molto più semplice. Che c'è di male?" Alzò le spalle.

"Peccato che mi abbia scritto un ragazzo, non una ragazza. Quindi, puoi considerare già la tua missione fallita."

"Ah e quindi? Provaci!"

"Provarci?" Lo guardai, sgranando gli occhi dalla sorpresa. Ma diceva sul serio?

"Che c'è di sbagliato? Love is love, Simo! Hai quasi 17 anni e non hai mai baciato nessuno. Tra un pò avresti fatto domanda per farti prete, mi rifiuto di accompagnarti, te lo dico già da ora."

Ebbene si, era vero. Non avevo mai avuto una relazione e me ne vergognavo tanto quando me lo facevano notare. Non mi vergognavo di essere ancora vergine, anzi questo era perché volevo aspettare la persona giusta; ma bensì mi vergognavo per aver sempre rifiutato chi si avvicinava anche di poco a me. Non sapevo se era per paura di incasinare le persone con i miei problemi o il mio carattere, ma in quegli anni avevo preferito nascondermi e restare da solo. Anche se alla fine, non ero tanto solo, Nick era sempre con me. Lui non se n'era mai andato.

"Non ho bisogno di nessuno, tantomeno che tu faccia queste stronzate per me." Aprii finalmente il quaderno e presi una penna per scrivere la mappa che la professoressa aveva fatto alla lavagna. "E per tua informazione, ho intenzione di non rispondergli più."

"E perché?"

"A parte il fatto che è un tipo alquanto strano e sicuro di sé, ma è anche arrogante." Però era simpatico e mi faceva ridere, ma questo non lo avrei mai ammesso ad alta voce, no.

"Come si chiama?" Mi domandò sussurrando ancora di più di prima, senza farsi sentire da nessuno, infatti a malapena lo riuscivo a capire io.

"Manuel."

"Mh." Mugugnò. "Non mi è nuovo come nome e sappiamo già che viene in questa scuola quindi il cerchio si fa più piccolo sicuramente."

"Che hai intenzione di fare? Ho paura delle tue idee da oggi in avanti."

Mi rivolse un sorriso consapevole. "Non mi rompere, Simo. Oggi pomeriggio, che tu voglia o no, stalkero un pò sul web e chiedo in giro. Poi ti farò sapere."

"Pff, non mi interessa se scopri chi è, tanto non gli rispondo."

"Certo, fai finta che ti credo."

Mi limitai a sospirare e voltare la testa verso la professoressa, ripiombando nella realtà e successivamente ricordandomi della lezione. Nessuno dei due aveva preso appunti ma non ci importava al momento, cercammo comunque di seguire quel che mancava della spiegazione anche se Nick era impegnato a fare un disegno alquanto contorto e deforme sul suo quaderno mentre la mia mente vagava tra i pensieri.

Quel dannato ragazzo. Quell'egocentrico, pieno di sé e strafottente umano.

Si, potrei ammettere che avrei voluto sapere chi fosse, però solo per convincermi che non fosse un maniaco e che quindi potevo stare tranquillo, eh. Si, era sicuramente per questo. Che altro motivo poteva esserci? Ecco, nessuno.

Alzai il braccio in aria per chiedere all'insegnante se potevo andare in bagno per distrarmi un attimo e, dopo aver detto che fosse davvero urgente, mi diede il permesso di uscire.

Andai all'unico bagno dei ragazzi che esisteva nel piano, ovvero il secondo, e per fortuna era vuoto. Così, aprii tutte le ante e la terza fu quella che stavo cercando: infatti, scritto con un pennarello indelebile nero, e forse ancora fresco perché ne sentivo ancora l'odore forte, c'era il mio numero con tanto di 'scrivimi per parlare un pò' scritto sotto.

Alzai gli occhi maledicendo per l'ennesima volta il mio migliore amico che aveva deciso di alzarsi una mattina e di non farsi i fatti suoi e di rovinare la mia vita e farmi fare una bella figura di merda. Si, perché vedere il mio numero scritto lì, su una lercia parete di uno sporco bagno di una stupida scuola, sembrava davvero che fossi un tipo disperato e senza vita sociale che si riduce a cercare amici con questo metodo surreale e pregai veramente con tutto me stesso che nessun altro lo vedesse e di conseguenza mi scrivesse, altrimenti avrei dovuto cambiare numero sicuramente.







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