Il bacio di Andrea fu solo l'inizio. Quando le loro labbra si separarono, Emilio sentì che qualcosa di fondamentale era cambiato in lui. Il mondo appariva più vivido, più intenso, come se fino a quel momento avesse vissuto attraverso un velo che ora era stato strappato via. Ogni colore era più saturo, ogni profumo più penetrante, ogni sensazione amplificata al di là di ogni sua esperienza precedente.
"Senti la differenza?" sussurrò Andrea, le sue mani che accarezzavano delicatamente il viso di Emilio. "Il primo bacio inizia sempre la trasformazione. I tuoi sensi si stanno già aprendo alle meraviglie che ti aspettano."
Emilio annuì, incapace di parlare. Sentiva ogni cosa con un'intensità che lo lasciava senza fiato. La pelle di Andrea, sotto le sue mani, sembrava irradiare calore ed energia; ogni punto di contatto creava onde di piacere che si diffondevano in tutto il suo corpo.
"Lasciati andare completamente," mormorò Andrea, guidando Emilio verso il centro della radura dove l'erba era più soffice, quasi vellutata al tatto. "Non pensare, non analizzare. Segui solo quello che senti, quello che il tuo corpo desidera."
Intorno a loro, gli otto trasformati continuavano il loro canto in quella lingua antica, ma ora le loro voci sembravano penetrare direttamente nella pelle di Emilio, creando vibrazioni che amplificavano ogni sensazione. Elena e David si erano avvicinati, insieme agli altri, formando un cerchio attorno ai due amanti. I loro corpi nudi brillavano nella luce lunare, e nei loro occhi verdi c'era un'espressione di anticipazione gioiosa.
Andrea fece distendere Emilio sull'erba magica, e il semplice contatto con quella vegetazione impossibile fu come essere accarezzato da migliaia di dita delicate. Ogni filo d'erba sembrava vivo, pulsante di energia che si trasferiva direttamente nel suo corpo, intensificando ogni sensazione fino al limite della sopportazione.
"Il bosco stesso partecipa al nostro amore," disse Andrea, inginocchiandosi accanto a lui. "Senti come ti accoglie? Come riconosce in te uno dei suoi figli?"
Le mani di Andrea iniziarono ad esplorare il corpo di Emilio con una sapienza che andava oltre l'esperienza umana. Ogni tocco era calibrato perfettamente, ogni carezza progettata per risvegliare piaceri che Emilio non sapeva nemmeno di poter provare. I polpastrelli del custode del bosco sembravano emanare una corrente elettrica che accendeva ogni terminazione nervosa, creando cascate di estasi che si propagavano attraverso tutto il suo essere.
"Andrea," gemette Emilio, il suo corpo che si arcuava involontariamente sotto quelle carezze divine. "È troppo... è troppo intenso..."
"No, amore mio," sussurrò Andrea, le sue labbra che sfioravano l'orecchio di Emilio. "È solo l'inizio. Il tuo corpo mortale sta imparando a contenere piaceri immortali. Presto non ci saranno più limiti a quello che potrai sentire."
La bocca di Andrea iniziò a percorrere il collo di Emilio con dei baci, scendendo poi verso il petto. Ogni bacio era come un marchio di fuoco che lasciava una traccia di puro piacere ed Emilio si rese conto che, dove lo baciava, la sua pelle iniziava a brillare di una luce dorata simile a quella degli otto trasformati.
"La mia essenza si sta fondendo con la tua," spiegò Andrea, alzando lo sguardo per incontrare gli occhi di Emilio. "Ogni bacio, ogni carezza trasferisce parte del mio potere nel tuo corpo. Diventerai forte come me, bello come me, immortale come me."
Le mani di Andrea continuavano la loro esplorazione, trovando zone erogene che Emilio non sapeva nemmeno di avere. Il custode del bosco conosceva il corpo umano meglio di quanto gli umani conoscessero sé stessi, e usava questa conoscenza per portare Emilio su vette di piacere che sfidavano ogni comprensione razionale.
"Toccami," sussurrò Andrea, guidando le mani di Emilio verso il proprio corpo perfetto. "Non aver paura. Esplora, scopri, impara."
Le mani di Emilio tremavano mentre iniziavano ad accarezzare la pelle di Andrea. Era calda e liscia come seta, ma sotto la superficie poteva sentire una forza sovrumana, muscoli che erano molto più di carne e sangue. Ogni punto che toccava sembrava rispondere al suo tocco, e Andrea gemeva con un suono che era insieme umano e divino.
"Perfetto," mormorò Andrea, i suoi occhi che ora brillavano come due stelle verdi. "Senti come i nostri corpi si riconoscono? Come il tuo istinto sa già come amarmi?"
Emilio sentiva effettivamente una connessione che andava oltre il fisico. Era come se i loro corpi fossero stati progettati per adattarsi l'uno all'altro, ogni curva che si incastrava perfettamente, ogni movimento che trovava la sua risposta naturale. Non aveva bisogno di pensare a quello che stava facendo; le sue mani, la sua bocca, tutto il suo essere sapeva istintivamente come donare e ricevere piacere.
Andrea si mosse sopra di lui, e quando i loro corpi si unirono completamente, Emilio gridò per l'intensità della sensazione. Non era solo un'unione fisica, ma qualcosa di molto più profondo. Sentì l'essenza di Andrea fluire dentro di lui, mescolandosi con la sua, trasformandolo a livello cellulare.
"Ora sei mio," sussurrò Andrea, muovendosi con un ritmo che sembrava sincronizzato con il battito del cuore della terra stessa. "E io sono tuo. Per l'eternità."
Intorno a loro, il canto degli otto trasformati si fece più intenso, le loro voci che si fondevano in un'armonia che faceva vibrare l'aria stessa. I fiori della radura esplosero in una cascata di colori impossibili, l'erba sotto i loro corpi iniziò a brillare di luce propria, e gli alberi che circondavano la radura sembravano inclinarsi verso di loro, come se tutto il bosco stesse partecipando a quell'atto d'amore sacro.
Emilio sentì ondate di piacere che andavano oltre tutto quello che aveva mai immaginato possibile. Ogni movimento di Andrea mandava scariche di estasi attraverso tutto il suo sistema nervoso, ogni bacio intensificava la trasformazione in corso nel suo corpo. Poteva sentire i suoi muscoli che si rafforzavano, la sua pelle che iniziava a brillare di quella luce dorata, i suoi sensi che si acuivano fino a raggiungere livelli sovrumani.
"Stai diventando perfetto," disse Andrea, la sua voce carica di orgoglio e desiderio. "Stai diventando quello che eri sempre stato destinato a essere."
Il piacere continuò a crescere, onda dopo onda, portando Emilio sempre più in alto, verso vette di estasi che la sua mente mortale faceva fatica a processare. Sentiva la sua coscienza espandersi, la sua percezione allargarsi fino a includere tutto il bosco, tutti gli esseri viventi che lo abitavano.
E mentre Andrea lo amava con una passione che andava oltre l'umano, Emilio sentì finalmente crollare l'ultima barriera che lo separava dalla sua nuova natura. La sua umanità si dissolse come neve al sole, sostituita da qualcosa di più potente, di più bello, di infinitamente più libero.
Quando raggiunsero insieme l'apice del piacere, fu come se una nova esplodesse nel centro della radura. La luce che emanarono fu così intensa da illuminare tutto il bosco, e il grido di estasi che sfuggì dalle loro labbra si trasformò in un canto di pura gioia che venne raccolto dal vento e portato fino alle cime più lontane delle montagne.
Emilio sentì qualcosa spaccarsi dentro di sé, non dolorosamente, ma liberatoria, come un guscio che si rompe per far nascere una nuova forma di vita. Quando la luce si attenuò e i loro corpi si separarono, Emilio sapeva di non essere più l'uomo che era stato. Era qualcosa di nuovo, eterno e magnifico.
"Benvenuto nella tua vera vita," sussurrò Andrea, abbracciandolo mentre entrambi giacevano sull'erba che ora pulsava di energia vitale. "Benvenuto nell'eternità, mio amato custode del bosco."